|
La
Porta e la Basilica di San Giovanni in Laterano
Porta San Giovanni

Porta
S.Giovanni consiste in un grande arco aperto nelle Mura
Aureliane per volere di Gregorio XIII (1572-85). L'apertura di
questa porta stabilì la chiusura definitiva dell'antica
Porta Asinaria per il progressivo interramento dell'antica
porta, divenuta inagibile. Porta S.Giovanni venne
inaugurata nel 1574 secondo un modello più vicino
all'ingresso di una villa che non a quello di un'opera
militare di difesa e di fortificazione. Il portale si presenta
privo di torri laterali e di bastioni e soltanto una bugnatura
dentata ed un testone barbuto collocato sulla sommità
della porta contribuiscono a rendere questo ingresso alla
città eterna un qualcosa in più di un semplice
fornice moderno. L'iscrizione posta a coronamento esterno
della porta ricorda che GREGORIUS XIII PONT. MAX PUBLICAE
UTILITATAE URBIS ORNAMENTO VIAM CAMPANAM CONSTRAVI PORTAM
INSTRUXIT ANNO MDLXXIIII PONT. III, dove per via Campana va
intesa la via Appia Nuova perchè conduceva in campagna,
via che fu risistemata ed allargata dal pontefice in
sostituzione dell'antica via Asinaria, della quale ricalcava
le prime tre miglia. Gli odierni fornici ai lati della porta
furono aperti per motivi di viabilità nei primi anni
del Novecento, quando ancora, oltrepassata Porta S.Giovanni,
si poteva vedere, al posto dei grandi fabbricati e delle
odierne vie intasate dal caotico traffico automobilistico, un
paesaggio campestre, rappresentato da prati, casali, vigne e
pergole di osterie.
(testo tratto
dal sito Roma Segreta).
La
Basilica
La prima basilica
sul posto fu fatta costruire dall'imperatore Costantino dopo
la sua vittoriosa battaglia del 312 D.C. contro il precedente
imperatore Massenzio. Si diceva scherzando, appunto al tempo
della costruzione, che le statue in cima alla chiesa
l’avrebbero schiacciata insieme alla facciata. Fu la
prima chiesa ad essere dedicata al Santo Redentore, anche
detta "madre di tutte le chiese", e solo
successivamente fu dedicata a San Giovanni. Divenne poi la
prima sede ufficiale del Papato e della cristianità
romana. Dopo la distruzione nell'incendio del 1308, la
basilica fu completamente ricostruita in epoca barocca. Fu
costruita sul monastero dei monaci Lateranensi (da questo il
nome San Giovanni in Laterano). Le porte, bellissime nel loro
verde scolorito e decorate di stelle, sono le porte originarie
dell’edificio del senato.
Com'era… La
basilica era lunga 98 metri e larga 56. La facciata era
preceduta da un portichetto e da un atrio nel quale era
ubicato l’oratorio di San Tommaso. Li probabilmente si
trovava la celebre sedia balneare chiamata STERCORARIA, su cui
sedeva il Pontefice durante l’atto dell’intronizzazione.
Nel portico v’erano i sepolcri dei Papi e d’illustri
personaggi che avevano il privilegio d’essere sepolti
proprio in quel sito. Si presentava al centro con un ampio
spazio ed ai lati quattro navate decrescenti verso l’esterno.
Il soffitto prendeva luce da ampie finestre. L’abside
era ricoperta da lamine d’oro ed illumunate da lampade
preziose. L’altare centrale era circondato da un recinto
di marmo. Dietro l’altare correva un portico esagonale
sostenuto da colonne, detto LEONINO. Il Papa Pamphili affidò
l’incarico a Borromini (imponendo severe condizioni) di
rispettare le strutture originarie del 1500. Borromini,
rimosse in parte le colonne collocandone 24 ai lati delle
nicchie centrali. Vennero aperti cinque archi nella navate
centrale e nei pilastri giganti che li scandivano, aprendo
delle nicchie per le statue.
Com’è L’ingresso
fu realizzato sotto Alessandro VII Chigi. Le quindici statue
barocche di Cristo e dei santi sopra l’entrata
principale vennero eseguite nel 1735; sono talmente grandi da
apparire sproporzionate rispetto alla vecchia basilica.
Il pavimento è
un bellissimo mosaico del XIII sec. I bassorilievi sopra gli
architravi delle porte raffigurano gli episodi della vita di
S. Giovanni Battista. La colossale statua di Costantino era
situata nelle terme imperiali sul colle del Quirinale.
L’interno della basilica è costituita da cinque
navate, sotto il piano dell’altare sono conservati i
frammenti della tavola su cui la tradizione vuole che S.
Pietro celebrasse la messa.

L’abside fa
parte della basilica di Costantino; sulla sinstra vi è
la cappella Corsini, chiusa da un’elaborato cancelloin
ferro battuto, che conserva la tomba di Clemente XII,
proveniente dal Pantheon, e frammenti di un’affresco di
Giotto che rappresenta Bonifacio VIII, che annuncia il primo
Giubileo. Le colonne a spirale situate nel chiostro erano
ricoperte da piccoli mosaici per farli brillare, ma molti di
questi tasselli sono stati staccati e distrutti forse da orde
soldatesche (o da insani turisti).
Nel 1585-90, Sisto V
fece demolire i resti dell’enorme palazzo precedente ma
mantenne la scala; i fedeli salgono i gradini sulle ginocchia,
in ossequio alla tradizione secondo cui Cristo stesso li
avrebbe saliti per sottoporsi a giudizio. Sul lato destro
esterno della scala vi sono alcuni resti dell’antico
Patriarchio, probabilmente le sale da pranzo pontificie son
state fatte costruire da LeoneII.
Struttura della basilica In
alto sulla balaustra si ergono 15 statue di santi, dalle
gigantesche proporzioni (7 m), con al centro quella del
Redentore. Nel portico di sinistra si può ammirare la
Statua di Costantino proveniente dalle Terme Imperiali del
Quirinale. La gran porta centrale d'accesso alla basilica
presenta preziosi battenti di bronzo. L'ultima porta a destra
è la Porta Santa che, come a San Pietro, è
aperta solo negli anni giubilari. L'interno, a croce latina a
cinque navate, è ampio e solenne, lungo ben 130 metri.
Colpisce particolarmente il sontuoso soffitto dorato e il bel
pavimento di tipo cosmatesco. Nel fondo della grandissima
navata centrale, sotto il grande arco trionfale, emerge
l'altare papale, con l'imponente ed elegante tabernacolo
risalente alla seconda metà del trecento, nel quale si
trovano affreschi attribuiti a Barna da Siena. In esso sono
custodite, in preziosi contenitori d'argento, le reliquie
delle teste di San Pietro e Paolo. Del gran complesso di
statue, monumenti e decorazioni, si ricorda (dietro il primo
pilastro di destra della navata intermedia) il sia pur
rimaneggiato frammento del celebre affresco di Giotto con la
raffigurazione di Bonifacio VIII che indice il Giubileo del
1300.

|