Istituto Statale d'Arte e Liceo Artistico ROMA 2 - classe II M
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Porta San Paolo e Basilica |
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Porta
San Paolo
La Porta
Porta S.Paolo corrisponde all'antica Porta Ostiensis delle mura Aureliane, per la quale transitava il traffico del vicus portae Raudusculanae, uscente dall'omonima porta delle Mura Serviane (situata pressappoco dove oggi è piazza Albania e dove rimangono tuttora grandiosi resti delle mura adiacenti) e confluente, subito fuori la porta Ostiensis, nella via Ostiensis. Quest'ultima, con un angolo vivo, si immetteva nella posterula situata ad ovest della Piramide Cestia e, traversando gli attuali parco Cestio e il Cimitero Protestante, proseguiva in direzione dell'Emporium con un percorso che ricalca il tracciato dell'attuale via Marmorata. Ma la chiusura della posterula ad opera di Massenzio (306-312 d.C.), come indica il bollo di un laterizio incluso nel muro, convogliò sotto la porta Ostiensis, tramite un diverticolo, tutto il traffico proveniente dall'Emporium e diretto ad Ostia. La posterula fu poi definitivamente demolita nel 1888: oggi, nel punto dove si apriva (nella foto a sinistra), vi sono murate quattro lapidi, due delle quali ricordano la Resistenza Romana dell'8 settembre 1943 poste dalle Associazioni Partigiane e dal Comune di Roma a ricordo dei cittadini l'una (1947) e delle donne l'altra (9 settembre 1990); la terza lapide ricorda lo sbarco alleato ad Anzio del 4 giugno 1944 (4 giugno 1984) e la quarta i Caduti della Resistenza e del terrorismo (24 marzo 1980). Intorno agli anni Venti fu anche demolito lo spigolo orientale delle Mura contiguo alla Piramide ed aperto il varco che collega via Marmorata con via Ostiense per motivi di viabilità: ricordiamo che in questo breve tratto si apriva un'altra posterula.
L'aspetto attuale della Porta S.Paolo, così denominata quando il decadimento del porto e della città di Ostia fecero sì che la porta venne utilizzata principalmente per recarsi alla Basilica di S.Paolo, è una conseguenza di varie fasi: originariamente, la porta presentava due ingressi, inquadrati da torri a pianta semicircolare. Nel periodo di Massenzio vennero poi aggiunti due muri a tenaglia con la controporta, anch'essa a due fornici di travertino: è l'unico esempio completamente conservato nelle Mura Aureliane (nella foto a destra). Con Onorio si ebbe l'abituale riduzione dei due fornici d'ingresso della porta ad uno solo, sormontato dall'alto attico con la fila di finestre ad arco in corrispondenza della camera di manovra per la saracinesca e il cammino di ronda merlato; ai lati le due possenti torri furono rialzate, merlate e munite di finestre. Negli ambienti interni è allestito il Museo della Via Ostiense. Da questa porta entrarono in Roma i Goti di Totila nel 594 d.C.
La Basilica
La basilica sorge sul luogo dove si ritiene fu sepolto San Paolo, martirizzato nel 67 d.C sotto Nerone. Sulla cella memoriae costruita in suo ricordo, l’imperatore Costantino farà realizzare una piccola basilica, che venne consacrata nel 324 da Silvestro I°. Successivamente venne ampliata per volere di Valentiniano II°, Teodosio e Arcadio per essere terminata nel 395 durante l’impero di Onorio. Dall’ottavo secolo divenne un piccolo stato monastico-feudale costituito da un borgo addossato all’abbazia, che fortificato da Giovanni VIII° [872-882] prese il nome di Giovannopoli e venne abitato fino al terremoto del 1348. Tra il 15 e il 16 luglio 1823 un incendio la distrusse quasi completamente. [Rimasero il transetto, l’arco santo e parte dell’antica facciata] La ricostruzione fu affidata a Pasquale Belli, [1825-33] che venne coadiuvato da Pietro Bosio, Pietro Camporese e Andrea Alippi. A Luigi Poletti [1833-69] si devono invece la facciata, il campanile, e il fianco sinistro della chiesa. Il portico principale è opera di Virginio Vespignani [1890-92] in seguito modificato da Guglielmo Calderoni [1892-1928] mentre Arlando Foschini realizzò il battistero. [1926] L’interno, lungo 131.66 m, largo 65, alto 29.70, strutturato in cinque navate divise da ottanta colonne monolitiche, presenta quattro cappelle ai lati dell’abside. Il soffitto a lacunari fu rifatto in stile cinquecentesco per volere di Pio IX°. .Alle pareti in alto ‘Storie della vita di San Paolo’ di Pietro Gagliardi, del Podesti, Guglielmo De Sanctis, Francesco Coghetti e Cesare Mariani. In fondo alla navata centrale è il maestoso arco di trionfo impostato su due colonne di granito di Montorfano con capitelli ionici. La decorazione musiva che ha subito diversi restauri, raffigura nel mezzo il Salvatore Benedicente tra due angeli adoranti, i simboli degli evangelisti e i 24 seniori dell’Apocalisse. Nel rovescio dell’arco ‘Cristo Benedicente tra i simboli dei Ss.Luca e Marco’ e i ‘Ss.Pietro e Paolo’ sono resti di mosaici di Pietro Cavallini. Al di sopra dell’altare maggiore è collocato il ciborio eretto nel 1284 da Arnolfo di Cambio. Sopra le quattro colonne di porfido con capitelli in marmo dorato i Ss.Pietro, Paolo, Luca e Benedetto e nei mistilinei all’esterno delle ogive otto bassorilievi con scene di santi. Sotto l’altare è collocata la tomba dell’apostolo del IV° secolo. Sulla destra il candelabro per il cero pasquale scolpito da Nicolò di Angelo e Pietro Vassalletto. [XII° secolo] Nell’abside il grande mosaico del tempo di Onorio III°. [1216-27] Nei mistilinei fuori dall’arco dell’abside mosaici di Pietro Cavallini. Al di là dell’abside la Cappella di San Lorenzo, disegnata da Carlo Maderno nel 1629, con il trittico marmoreo realizzato dalla scuola di Andrea Bregno. [1494] A destra dell’altare si accede alla sala del Martirologio con affreschi alterati del XII-XIII° secolo. A sinistra il Battistero con quattro colonne antiche dai capitelli ionici. A destra si passa nel Chiostro, in parte realizzato dal Vassalletto e terminato prima del 1214. Le colonnine binate sostengono gli archetti sopra i quali scorre una trabeazione ornata di splendidi intarsi marmorei policromi e di mosaici. (testi raccolti dai siti di Romecity e Roma Segreta)
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Studenti: Giacomo Ristaino e Enrica Spina
Professori: Rossella Venuto (Storia) e Andrea Bonavoglia (Storia dell'Arte)