Istituto Statale d'Arte e Liceo Artistico ROMA 2 - classe II M

LE MURA E LE PORTE DI ROMA

San Pietro e mura gianicolensi

Porta Maggiore e S. Croce in Gerusalemme

Porta San Giovanni e Basilica

Porta del Popolo e Porta Pinciana

Porta San Paolo e Basilica

Porta Metronia e S. Stefano Rotondo

Santa Maria in Trastevere





Santa Maria in Trastevere e Porta Portese



Porta Portese

L'attuale porta Portese è il risultato di rifacimenti delle mura eseguiti nel Seicento. Per volere di Urbano VIII, memore del disastroso sacco dei lanzichenecchi, si provvide così alla difesa del Gianicolo. La porta sostituì l'antica Porta Portuensis delle Mura Aureliane.

Per la prima volta, alla fine del III sec. d. C., l'imperatore Aureliano aveva deciso di inserire nella cinta difensiva della città Trastevere e Gianicolo, ritenendoli fondamentali per il controllo del territorio. Da questa porta usciva la Via Portuense che, come nel caso di altre strade romane, prendeva nome dal luogo di destinazione, i porti di Claudio e Traiano.

Si trattava quindi di una delle più importanti arterie commerciali funzionali al rifornimento dei mercati romani. Porta Portese oggi è sinonimo di mercato delle pulci; è qui che la domenica mattina ha sede il più famoso mercatino romano, che estendendosi nelle strade limitrofe arriva fino a Viale Trastevere.

(testo tratto dal sito Romaviva)



Trastevere

Al tempo delle origini di Roma Trastevere era connesso al resto della città solo da un debole ponte di legno, il Sublicio.In età repubblicana, le zone vicino al fiume si popolarono di marinai e pescatori, e ci fu una grande affluenza di immigrati orientali, principalmente ebrei e siriani. Per questo nella zona sorsero alcuni templi di culti orientali.La considerazione della zona come parte della città inizia con l'imperatore Augusto, che divise il territorio di Roma in 14 regioni; l'attuale Trastevere era la quattordicesima ed era chiamata regio transtiberina. Tuttavia, tale regione era ancora al di fuori della città vera e propria, almeno fino all'imperatore Aureliano (270-275 d.C.), che fece estendere le mura per includere anche Trastevere, insieme al monte Vaticano.

Il Trastevere del medioevo aveva vie strette, tortuose e irregolari; inoltre, a causa dei mignani, avancorpi sporgenti lungo le facciate delle case, non c'era spazio sufficiente per il passaggio dei carri. Alla fine del '400 tali mignani furono demoliti, ma nonostante ciò Trastevere rimase un labirinto di viottoli.

Le strade non ebbero alcun tipo di lastricazione fino alla fine del '400 grazie all'intervento di Papa Sisto IV, che fece pavimentare alcune strade prima con mattoni di laterizi messi a spina di pesce, poi con i sampietrini, più adatti alle ruote dei carri. Un cambiamento ci fu nel 1586 con Papa Sisto V, che fissò i quattordici rioni di Roma. In tale suddivisione Trastevere era il XIII e ad esso era stato incorporato anche il rione Borgo.

Nel 1744 Papa Benedetto XIV compì una revisione della delimitazione dei rioni, dando a Trastevere gli attuali confini.Dopo il 1870 furono costruiti i muraglioni per bloccare le inondazioni del Tevere: ciò portò sicuramente una maggiore sicurezza a prezzo della distruzione di tutti i posti più caratteristici che si trovavano sulla riva.Oggigiorno Trastevere mantiene ancora il suo carattere grazie alle strade tortuose coperte di sampietrini su cui si affacciano case popolari medioevali. La notte si riempie di persone, sia italiane che straniere, grazie alla ricchezza di ristoranti e pub per ogni fascia di prezzo.

(testo tratto dalla Wikipedia)



La Basilica di Santa Maria in Trastevere

La chiesa fu fondata dal pontefice San Callisto sul luogo dove nel 38 a.C sarebbe avvenuta una prodigiosa eruzione di olio dalla terra, che era probabilmente petrolio, poi interpretata come annuncio della venuta del Messia. Costruita in forma basilicale da Giulio I° [337-352] e modificata nei secoli XIII° e IX°, la forma attuale risale alla ricostruzione del 1138-48 sotto Innocenzo II°. Nel 1702 Clemente XI° commissionò la rielaborazione del portico e la modifica della facciata che venne progettata da Carlo Fontana, mentre sotto Pio IX°, Virginio Vespignani eseguì un restauro stilistico. [1866-77] L’interno è spartito in tre navate divise da ventidue colonne antiche di granito che sostengono una trabeazione costituita da frammenti antichi che continua sulla controfacciata. Il pavimento cosmatesco, del 1200, è stato invece quasi completamente rifatto dal Vespignani. Il soffitto ligneo, a lacunari, fu disegnato dal Domenichino [1617] che nell’ottagono centrale dipinse l’Assunta. All’inizio della navata centrale, sulla destra, è collocato il tabernacolo marmoreo firmato da Mino del Reame. Accanto, nella prima cappella della navata destra, ‘S.Francesca Romana’ di Giacomo Zoboli, nella seconda ‘Natività’ di Etienne Parrocel. In cima, nella testata del transetto destro, cenotafio del cardinale Pietro Marcellino Corradini attribuibile ad Andrea del Sansovino o a Michelangelo Senese. [1524] Subito dopo, nella Cappella del Coro progettata dal Domenichino, ‘Madonna di Strada Cupa’ attribuita a Perin del Vaga e ‘Fuga in Egitto’ di Carlo Maratta. Al centro, di fronte l’abside, il ciborio, poggiante su quattro colonne di porfido, costruito dal Vespignani alla fine del 1800. Nell’abside gli importanti mosaici del periodo medievale [1140-43] raffiguranti sull’arco ‘Profeti Isaia e Geremia e Isaia’, ‘Simboli degli Evangelisti’, ‘I Sette Candelabri dell’Apocalisse’. Nella semicalotta, al centro, il mosaico con ‘Cristo incorona la Vergine’, a destra i ‘Ss.Pietro, Cornelio, Giulio, Calepodio’, a sinistra ‘Ss.Callisto, Lorenzo e papa Innocenzo II°’, sopra i quali è ‘Il padiglione dell’Empireo con la mano dell’Eterno che incorona il Figlio’. Sotto è distribuita la fascia, con al centro l’agnello mistico, cui convergono dodici pecorelle, gli apostoli, dalle città sante simboleggianti la chiesa. All’altezza delle finestre i mosaici con Storie della Vergine di Pietro Cavallini [1291] il massimo esponente della pittura medievale romana assieme a Jacopo Torriti. A sinistra dell’abside è situata la Cappella Altemps, progettata da Martino Longhi il Vecchio [1584-86] che ospita sull’altare la celebre Madonna della Clemenza risalente al settimo secolo. Nel transetto sinistro il monumento al cardinale Pietro Stefaneschi, [m.1417] la statua del cardinale Filippo D’Alecon e una rara testimonianza romana di Palma il Giovane con ‘Il Martirio dei Ss.Filippo e Giacomo’. La navata sinistra inizia con la Cappella Avila, decorata nella cupola da Antonio Gherardi. [1680] Tra la quarta e la terza cappella la tomba di Innocenzo II° eretta dal Vespignani nel 1689, nella terza cappella soffitto, lunette e pala d’altare di Ferrau Tenzone. Nella prima, costituita dal battistero disegnato da Filippo Raguzzini nel 1741, fu rinvenuta sotto il pavimento, nel 1920, l’ambiente di una domus romana.



(testi tratti dal sito Romecity)



Studenti: Valentina Massini e Martina Puccio

Professori: Rossella Venuto (Storia) e Andrea Bonavoglia (Storia dell'Arte)